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5 months ago General
“Ho riconosciuto uno di loro dai tatuaggi, è un capo della MS13”
È il drammatico racconto del padre di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ecuadoriano di seconda generazione ucciso nella notte tra lunedì e martedì alla stazione Certosa di Milano. L’uomo, arrivato sul luogo dopo la morte del figlio, ha detto di aver visto il gruppo già prima dell’aggressione. «Questo è il loro territorio», ha aggiunto tra le lacrime, indicando un movente legato al controllo della zona. Il padre ha saputo dal figlio superstite che i nove aggressori erano armati di bottiglie e coltelli.
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Maria Teresa Palamà -Tg3
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