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2 weeks ago
Con "cinque consulenze", che saranno ultimate e depositate entro venerdì, la difesa di Andrea Sempio punta a demolire, con analisi tecniche e scientifiche, tutte le certezze della Procura di Pavia che accusa il commesso di essere l'assassino di Chiara Poggi e scagiona Alberto Stasi, condannato definitivo.
In particolare, le impronte del killer sul pavimento sono per il 38enne, in realtà, "una prova a discarico", perché il suo "piede è più grande" e non poteva calzare quelle scarpe. E l'ormai famosa traccia 33, quella del palmo di una mano lasciata sul muro delle scale della cantina in fondo alle quali venne trovato il corpo, non si può affatto attribuire a lui, come a nessun altro.
Questa la contromossa dei legali del nuovo indagato per il delitto di Garlasco di 19 anni fa, a cui potrebbe aggiungersi, quando Sempio finirà davanti ad un gup dopo la richiesta di processo, un'istanza di trasmissione atti alla Consulta per valutare un nodo centrale: non possono coesistere per lo stesso caso, a detta della difesa, un condannato definitivo in attesa di eventuale revisione e un altro imputato.
Il servizio di Giuseppe La Venia, Tg1
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